Transiberiana, un viaggio del cuore

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Questo è il mio viaggio del cuore. Parlarne, per me, è un po’ come rivelare un segreto. Mi sento emozionata e un poco vulnerabile, insomma.

Tutti abbiamo quel cassettino di desideri al cui solo pensiero ci si illuminano gli occhi, ci parte la tachicardia e ci fa diventare capaci di fare persino un salto nel vuoto senza paracadute.
Ecco, quando apro il mio, ci trovo il mio zaino pronto, un treno malconcio e spazi infiniti, bellezza del creato.

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La Transiberiana, o meglio Transmongolica, è la linea ferroviaria che collega la Russia con la Cina. Il viaggio (senza discese) dura circa una settimana, attraversando la sterminata Mongolia. Ovviamente, però, è d’obbligo scendere e approfittare delle soste.

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Da Ulan Bator si entra nell’immaginifico deserto del Gobi, oltre la misteriosa ma verdissima terra di Siberia, per poi entrare in territorio cinese.
Giusto il tempo per dare modo alla ferrovia di effettuare un cambio di binari e poi via, verso l’avveniristica Pechino, megalopoli dagli innumerevoli templi sommersi dalla modernità. Nascosti dai grattacieli, emergono come scintille.

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La linea ha una una cadenza giornaliera di partenze dalla Russia ed effettua ben 157 fermate, attraversando il tempo, oltre che lo spazio, dal momento che sono ben 7 i fusi orari che tocca.

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E’ il mio viaggio del cuore perché è il mio desiderio più grande, quello che se mi chiedessero “Ehi, cosa vuoi di più dalla vita?“, io risponderei senza indugio “Un biglietto da Mosca a Pechino! O viceversa, insomma… l’importante è salire a bordo!“.
Non miliardi sul conto in banca, né promesse di eterna gioventù. Voglio attraversare tutti i suoi 9.000km, voglio partire dalla città dorata degli Zar e vedere con i miei occhi la vastità del Lago Baikal, il Mare Sacro. Voglio caricarmi in spalla le mie cose e inoltrarmi nella steppa, un luogo senza tempo in cui si respira ancora l’aura potente di Gengis Khan, quasi dovessi vedermelo apparire davanti al naso da un momento all’altro.

Voglio incontrare i passeggeri del treno e le loro storie, ed anche scambiarmi con loro sorrisi senza parlare, senza preoccuparmi di chissà quale barriera linguistica, che tanto sappiamo da entrambe le parti di star condividendo uno spazio speciale. Voglio dividere il mio pranzo con i nomadi delle yurte, accarezzare i loro cavalli, imparare da loro qualcosa che non so e lasciare loro un pezzettino di me da conservare.

Voglio sentirmi parte del mondo, immersa nel mondo. Voglio arrivare a quel punto in cui si resta sospesi, mille miglia lontano da casa, eppure a casa.

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Il mio zaino è già pronto da anni, ma ora – perché no – potrei metterci dentro anche il mio avventuroso bebè dagli occhi blu.

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Laura Maisano

Laura Maisano

Spericolata viaggiatrice, prima che agente di viaggio. Maggiolina, occhi blu. Capricciosa, amante del vino, creativa ed entusiasta di tutto. Per lei se un viaggio non è un'avventura, allora non vale la pena partire. laura.maisano@myboardingpass.it