St. Patrick’s day a Dublino – tutto si colora di verde.

verde
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ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

Fra le cose che nella vita andrebbero fatte per forza, c’è di certo il ST. PATRICK’S DAY a Dublino. Ed io, le cose che desidero, cerco di prendermele tutte (o quasi). Così come farò per il carnevale di Rio De Janeiro, per una partita del Boca Juniors a la “bombonera”, così come ho già fatto per il capodanno a New York sotto la famosa palla a Times square (che freddo 12 ore lì sotto) e per l’Oktoberfest a Monaco di Baviera…

temple bar
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LA CURIOSITA’ E’ FEMMINA MA IO SON L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA

Incuriosito dal fatto che, ogni 17 marzo, moltissimi monumenti al mondo si colorano di verde appunto in onore della festa irlandese, decido di andare a vedere come mai è così tanto rinomato questo evento. Dettaglio/consiglio tecnico (non resisto e l’indole dell’agente di viaggio esce sempre fuori): bisogna prenotare con LAAAAARGOOO anticipo… io ho prenotato a luglio dell’anno prima ed il 17 marzo ho avuto conferma che ho fatto benissimo.

PUB, BIRRA E RUGBY

Premetto che ancora oggi, a distanza di qualche giorno dal mio rientro, non so se ha vinto il fiume di gente o il fiume di birra o, meglio ancora, il fiume di birra bevuto dal fiume di gente! Si, perchè Dublino è anche e soprattutto PUB. Ad ogni ora del giorno sono strapieni di gente in festa con un boccale della famosa GUINNESS in mano, la particolare birra nera prodotta nella città irlandese. Per di più, oltre alla festa di San Patrizio, il giorno dopo, in città, era previsto il match di rugby fra Irlanda ed Inghilterra valido per il “SEI NAZIONI”.

Che ve lo dico a fare… vedere le tifoserie opposte nei pub, bere birra tutti assieme ed abbracciarsi ed ubriacarsi a fine partita, mi ha lasciato sorpreso, da amante di calcio, questo da noi non potrebbe mai accadere! Per gli irlandesi non esiste altro al di fuori del rugby quando gioca la nazionale, si ferma tutto. Ho visto un’altra partita di rugby (trovare i biglietti per il SEI NAZIONI è impresa davvero ardua), un’amichevole, eppure la gente andava in escandescenza (sempre con garbo e compostezza) nonostante la partita non valesse nulla. Insomma, l’irlandese doc vive a pane e rugby!

rugby
rugby

PATRIOTTISMO UNICO

Gli irlandesi sono persone simpaticissime, molto alla mano, te ne accorgi appena metti piede nel loro Paese. “Hi, is this the bus for the city center?” “Oh yes, we’re going to Belfast…”. Ma come Belfast?? (faccia spaventata) “Come on guy… we’re going to Dublin!”. Davvero gentili e simpatici in ogni dove. Ed amano la loro terra, lo si legge negli occhi e da come si pongono. Sarà stata la marea verde che faceva sembrare tutto più bello, ma credo di non sbagliarmi, l’irlandese ama l’Irlanda, senza se e senza ma.

patriottismo
patriottismo

IRLANDESE E FISH&CHIPS

Son mangione di mio, ma fra le cose che più amo quando son fuori dall’Italia è assaggiare tutte le cose tipiche di un posto (non ce l’ho fatta solo con le cavallette in Thailandia, ma non me ne pento…). Anche a Dublino ho tenuto fede alla tradizione e non mi son fatto mancare una la bistecca irlandese più buona della mia vita, davvero un burro! Così come non potevo fare a meno di mangiare il famosissimo fish&chips, un giorno l’ho mangiato alle 10 del mattino, si si alle 10 del mattino.

Mi trovavo vicino al famoso LEO BURDOCK a quell’ora e mi avevano consigliato di mangiarlo lì assolutamente (c’è anche il WALL OF FAME davanti all’ingresso con i nomi di tutti i personaggi che son stati lì, ma non è stato inserito il mio). Che fossero le 10 poco importava… per me è un dovere onorare la tavola di tutti i popoli!

Per non parlare poi del “PRAWNS FESTIVAL” ad Howth, paesino nei dintorni di Dublino. Potevo mai perdermelo? Ma anche no! Oltre ai gamberi, squisiti, ho assaggiato le ostriche con la Guinness (qui direi che TORRE A MARE vince col suo crudo, non me ne vogliano).

PRONTO PER IL NUOVO VIAGGIO

Come sempre, al mio rientro a casa, una delle prime cose che dico è: ed ora dove vado? Volete saperlo…? Non posso dirvelo ancora, lo scoprirete solo vivendo, anzi seguendo MY BOARDING PASS!

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Stefano Di Salvia

Stefano Di Salvia

Agente di viaggio giovane (magari lo fossi anche d'età...), da circa 5 anni. La mia malattia per i viaggi nata circa 20 anni fa, con nottate passate a trovare l'offertissima online, si è tramutata in un lavoro a cui dedico corpo ed anima. Appassionato di fotografia, dicono che mi vengono bene, difatti ho anche fatto una piccola mostra ed ho l'agenzia tappezzata delle foto fatte durante i miei viaggi. La cosa più bella che mi dicono i clienti e conoscenti: "quando parliamo con te, ci fai sempre venire voglia di partire". Travel is the only thing you buy that makes you richer. stefano.disalvia@myboardingpass.it