Myanmar: Mandalay e Bagan

Mingalabar in Myanmar
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Mingalabar in Myanmar

Ci sono luoghi, persone ed emozioni che rimangono impressi nella mente di un viaggiatore per tutta la vita: il Myanmar è per me uno di questi, a maggior ragione dal momento che è stata la mia meravigliosa luna di miele!

Il mio viaggio inizia a Mandalay e fin dalla pista di atterraggio mi ritrovo catapultata in un posto incontaminato, dove il tempo sembra essersi fermato: intorno alla pista il paesaggio è meravigliosamente verde, e dalla folta e selvaggia vegetazione spiccano qua e là le punte dorate delle pagode. Il personale di bordo ci accoglie con un sonoro Mingalabar, molto più di un semplice saluto. E’ una parola profonda, letteralmente un augurio che ” la fortuna sia con te”. Con un benvenuto così non si può che cominciare ad essere entusiasti già dal sedile dell’aereo 🙂

Mandalay è una città molto importante per i birmani perché considerato il centro religioso del Myanmar. Qui si concentrano infatti moltissimi edifici di culto e monasteri, e per nessun monaco il percorso religioso può considerarsi concluso se non si è trascorso un periodo a Mandalay.

Non ho dubbi nell’affermare che uno dei momenti più emozionanti (sicuramente turistico, ma non per questo meno autentico) al quale ho avuto la possibilità e l’onore di assistere durante il mio viaggio è stato il pasto comunitario dei monaci che vivono nel monastero Mahagandayon. Le campane suonano ripetutamente e, osservando un rigoroso silenzio, i monaci escono a gruppi dal monastero e si dispongono in due file ordinate con in mano le loro ciotole, in attesa di ricevere il pasto offerto dai fedeli. La strada sterrata che scorre lungo il monastero si fa sempre più gremita di visitatori che si accalcano ai lati della strada. Nella folla si distingue anche qualche fedele che rende omaggio ai monaci, soprattutto ai più piccoli, lanciando loro qualche dolcetto nella ciotola. E’ un momento toccante, di vero contatto con la popolazione locale e la loro tradizione religiosa. La fila poco a poco diminuisce e tutti i monaci sono seduti nella sala dove, mantenendo sempre il silenzio, consumano il loro pasto.

Lasciamo il monastero per raggiungere il ponte U-Bein, il ponte in teak più lungo del mondo, dal quale si possono ammirare le colline di Sagaing, costellate di templi e pagode, ma soprattutto scorci di vita rurale che lasciano senza parole.

Si conclude un’altra meravigliosa ed intensa giornata in Myanmar, e partiamo alla volta di Bagan, la città più antica e capitale del Paese dal XI al XIII secolo. La città vecchia, ovvero l’area archeologica, è ancora oggi una distesa di pagode che spuntano dai campi verdi. La sensazione che ho provato in questo luogo è di trovarmi catapultata indietro nel tempo, in un’epoca lontana dove l’uomo viveva in armonia con la natura e la rispettava. La vita è molto modesta, legata soprattutto all’agricoltura e per questo molto spesso anche faticosa: non ci sono mezzi a motore che intervengono in aiuto, solo ed esclusivamente olio di gomito. La popolazione è squisitamente accogliente e sorridente, ed è una gioia osservarla nella sua quotidianità.

Non ci sono parole per descrivere lo spettacolo che si apre davanti ai miei occhi quando salgo sulla cima della pagoda Shwesandaw per ammirare il tramonto. Il sole, una grossa palla rosso fuoco, illumina la piana di Bagan con una luce calda. Di segni di banale e uniformata modernità neanche l’ombra: ci troviamo in un altro tempo, in un’altra dimensione. Di turisti ce ne sono tanti, ma tutti assistiamo silenziosi e attoniti alla meraviglia del tramonto qui, che è profondo e riempie il cuore di serenità.

Spero di avervi già fatto venire voglia di partire, ma il viaggio non finisce qui!! 🙂

Nella seconda parte vi racconterò le meraviglie del Lago Inle!

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Francesca Campo

Francesca Campo

Lavora nell’agenzia della madre da 4 anni, ma da brava figlia di agente di viaggi la sua passione e la sua curiosità verso il mondo iniziano quando era ancora nel pancione. Da quel momento la sua voglia sfrenata di vedere e conoscere non si è più fermata, e non appena ne ha la possibilità prepara le valigie e parte. francesca.campo@myboardingpass.it