Myanmar: il Lago Inle

Il Lago Inle
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Tra orti galleggianti e siti misteriosi

Dopo Mandalay e Bagan, il mio viaggio di nozze prosegue verso il Lago Inle. Se vi siete la prima parte del viaggio cliccate qui.

Un breve volo di 40 minuti ci accompagna da Bagan a Heho, porta d’accesso al Lago Inle. Ci troviamo nello Stato Shan, regione collinosa a circa mille metri di altitudine. Dopo circa un’altra ora di auto ci imbarchiamo su una barca a motore lunga e stretta che velocissima ci conduce alla scoperta di un paesaggio pittoresco. In Asia tutti i corsi d’acqua sono carichi di fascino: la vita lungo i fiumi o i laghi è semplice e umile, e la sua popolazione vive soprattutto di pesca e, in alcuni casi (proprio come il Lago Inle), anche di agricoltura.

Qui la popolazione si è ingegnata dando vita agli orti galleggianti: uno strato di giacinti e alghe disposto sul fondo del lago permette di creare una trama indistricabile che diventa la base dell’orto, sulla quale viene successivamente distribuita la terra alta fino ad un metro e mezzo, che rimane ancorata al fondo grazie all’ausilio di pali di bambù.

Curioso ed insolito è anche il modo in cui questi orti vengono coltivati: i coltivatori si spostano da un orto all’altro utilizzando delle barche lunghe e strette che muovono restando in equilibrio su una sola gamba! …sì perché l’altra serve per reggere il remo con cui spostano la barca.

E se qui gli orti sono galleggianti, le case non possono che essere delle palafitte!

Una donna dell'etnia Pa-O
Una donna dell’etnia Pa-O al mercato sul Lago Inle

Il Lago Inle è un luogo affascinante anche perché qui si trovano diverse etnie: Intha, Shan, Kayan e Pa-O. Le donne appartenenti a quest’ultima etnia si possono trovare facilmente al mercato che si tiene ogni 5 giorni proprio sul lago. Si riconoscono subito grazie all’abbigliamento tradizionale che le contraddistingue: pantaloni e casacca neri e, sulla testa, un copricapo dai colori accesi.

Un altro luogo dove è facile vedere queste donne è il sito Inthein, un posto meraviglioso e carico di fascino, che si raggiunge proprio dal Lago Inle dapprima in barca lungo un canale circondato da boscaglia, e poi a piedi attraversando una suggestiva foresta di bambù.

Al termine della foresta raggiungiamo finalmente il misterioso sito, costellato di stupa più o meno grandi, alcuni rossi, altri bianchi, altri ricoperti d’oro, costruiti tra il trecento e il settecento, molti dei quali lasciati in rovina, con alberi letteralmente cresciuti all’interno dei tempietti!

Qui di turisti se ne vedono davvero pochi e forse è anche questo aspetto a rendere questo luogo magico: la certezza che in Myanmar nulla è artefatto, nulla è creato per vendere o per attirare la curiosità dei visitatori.

Un viaggio in questi luoghi semplici ed autentici e, soprattutto, le persone che vi abitano, rimarranno per sempre un ricordo felice nel vostro cuore!

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Francesca Campo

Francesca Campo

Lavora nell’agenzia della madre da 4 anni, ma da brava figlia di agente di viaggi la sua passione e la sua curiosità verso il mondo iniziano quando era ancora nel pancione. Da quel momento la sua voglia sfrenata di vedere e conoscere non si è più fermata, e non appena ne ha la possibilità prepara le valigie e parte. francesca.campo@myboardingpass.it