Marocco…come sentirsi a casa!

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Decido di partire per il Marocco per amicizia…

ho una famiglia di amici marocchini che vive in Italia ormai da molti anni che mi invita costantemente ogni anno a casa loro…avevo sempre rifiutato, ma non questa volta.

Dopo circa 3 ore di volo arrivo a Casablanca e dopo altre 2 ore di auto sono a destinazione, El Jadida, una piccola città direttamente sull’oceano che mi ha lasciata letteralmente senza parole…vi spiego perché…

La prima notte ho dormito in un piccolo hotel sulla spiaggia, dove le onde del mare facevano eco alle grida dei bambini che correvano e giocavano sulla sabbia. Il vento è fortissimo, la temperatura non molto alta, le persone molto cordiali, sono qui tutti per le vacanze. Ci sono bancarelle con gonfiabili e caramelle e altrettante con pannocchie e fichi d’India pronti da mangiare…tutti sorridono mentre io inizio a vedere grandissime differenze in questa città…

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Cammino fino al centro, una passeggiata piacevole.

Il rumore si fa sempre più intenso, le persone sempre più fitte, l’odore di cibo sempre più forte. Qui si mangia sempre, a tutte le ore…sembra davvero che la città non dorma mai. A differenza mia che dopo un buonissimo the alla menta decido di andare a dormire. La mattina seguente mi trasferisco a casa di Jamila e qui cambia tutto, non sono più una turista divento semplicemente un’ospite…e gli ospiti in Marocco sono sacri, sono più importanti dei parenti stessi. La casa è bellissima, mi concedono l’unica camera da letto disponibile, il cibo è già pronto e caldo in tavola.

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I giorni successivi le differenze si fanno sempre più nette;

partiamo andando per qualche ora di relax sulla spiaggia di Sidi Bouzid, un susseguirsi di gazebi colorati fronte oceano con tantissime sedie che ospitano le numerose famiglie per le giornate di vacanza. Si chiacchera, si mangia ( ancora!) e si fanno nuove esperienze. La donne nel gazebo vicino al nostro stanno cucinando il tajine…in spiaggia, il 4 agosto, con 30° gradi all’ombra…guardano i loro bimbi fare il bagno, mi offrono della frutta e sembrano davvero felici.

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Mi portano a Casablanca, dove non sembra proprio di essere in Marocco. Qui mille tradizioni si fondono insieme, i vestiti si fanno diversi, i centri commerciali numerosi (in particolare famoso è il Morocco Mall, una copia in miniatura del Dubai Mall, acquario compreso!!), i locali sulla spiaggia hanno ombrelloni e lettini, la musica è altissima.

Mangio al 4° piano di un ristorantino piccolissimo ( sviluppato tutto in altezza, per enorme felicità delle mie vertigini!) al centro della Old Medina della città e poi visito lei, la Moschea di Hassan II.

E’ la moschea più grande del Marocco e la terza più grande del Mondo.

E’ impressionante la sua grandezza, le decorazioni nei toni del bianco e del verde e la sua storia…il suo minareto è il più alto del Mondo con i suoi 210 mt, sulla cui estremità è montato un laser che punta direttamente verso la Mecca, è stata costruita in soli 6 anni ed è stata voluta e costruita da tutto il popolo marocchino. Emozionante, interessante e bellissima.

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Ritorno ad El Jadida ed è il momento di visitare la piccola città portoghese situata al centro della città moderna. E’ l’unico reperto importante della dominazione precedente e dal 2014 è diventata patrimonio dell’Unesco per la sua bellezza e particolarità. Cammino nei vicoli, ascolto bambini cantare e immagino come doveva essere molti anni fa. La nebbia proveniente dal mare non aiuta sicuramente la vista ma rende l’atmosfera molto misteriosa.

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Le ultime due cose visitate rappresentano davvero il bianco e il nero di questa città: l’ultima mattina mi portano a vedere un resort 5 stelle situato a pochi kilometri dal centro, il Mazagan Beach & Golf resortun’oasi di lusso e diversità in questa parte di Marocco. Ospiti da tutto il mondo si godono relax in piscina, casinò, ristoranti sull’oceano, massaggi…veramente una struttura degna di nota. Nel pomeriggio, ritornando a casa, mi fanno visitare il mercato dell’usato più famoso della zona…qui il lusso lascia spazio a cianfrusaglie di ogni genere ( credetemi, potete trovare qualsiasi cosa!!!), a piedi scalzi sulla terra piena di vetri, a mobili lasciati nella polvere, alle famose pannocchie cotte per strada, ai polli comprati e uccisi al momento…al sole che tramonta su una cultura così diversa dalla nostra.

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Lascio questi amici dopo aver imparato moltissimo…sulla loro vita ma soprattutto sulla mia!

Ho capito che la nostra ospitalità non è davvero nulla in confronto alla loro, ho capito ancora di più che esistono le religioni, certo, ma prima esistono le persone. Persone che danno rispetto al Paese che li ha accolti da tanti anni e che non mi hanno chiesto nulla in cambio, perché io dovevo sentirmi a casa, libera di fare ciò che per me era giusto.

Ho capito cosa significa per un Paese rimboccarsi le maniche per costruire, crescere e cambiare situazione…ma soprattutto ho capito e visto la grande differenza, a mio parere, tra due popoli: loro quando credono in qualcosa lo fanno con tutte le loro forze, pregando certo, ma lo fanno…noi possiamo dire la stessa cosa??

 

Arrivederci, Marocco!

 

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