Israele, emozioni tra terra e spirito

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Un itinerario che è insieme scoperta e conferma, attraverso le grandi emozioni che questo lembo di terra è in grado di regalare. In questi luoghi tutto “racconta”, secoli e secoli di storia passano sotto i nostri occhi attraverso colori, profumi, persone, luoghi, sensazioni ma soprattutto attraverso la grande eredità archeologica che ci renderà testimoni di un grandioso passato.

Una terra quasi completamente desertica, eppure al centro di una delle questioni politiche più spinose della storia. Anche per chi non è credente è difficile non subire il fascino mistico di quella che è il simbolo delle lotte religiose di tutti i tempi, Israele.

Non esiste altro luogo al mondo come questo, il cuore delle tre grandi religioni monoteiste che hanno arricchito questa terra con la loro storia e le loro tradizioni. Chi sceglie Israele come meta del proprio viaggio è una persona dalla delicata apertura mentale, pervasa dal desiderio di comprendere, pronta al confronto e dotata di una certa curiosità.

Un tour archeologico in Israele è un viaggio particolare, il programma prevede di toccare tutti quei luoghi che conosciamo di nome fin da bambini e che richiamano alla memoria emozioni diverse. Così, una tappa è Betlemme, e automaticamente il pensiero corre al Natale, alla pace…

Per entrare a Betlemme si attraversa il muro che la divide da Gerusalemme, superato il check-point ci si trova dall’altra parte, oltre un muro che è una realtà assurda, costruito ad immagine di quello di Berlino, un muro reale, non simbolico, che divide due etnie che, con motivazioni diverse, accampano gli stessi diritti.

La città è araba, malgrado la presenza di chiese cristiane la più importante delle quali è la Basilica della Natività; l’aspetto arabo lo si rileva dal disordine e dai rumori, dalle voci dei venditori che cercano con la loro attività di sbarcare il lunario.

A parte il centro storico la città si è sviluppata in modo disordinato, con abitazioni tutte molto anonime e simili tra loro, sui tetti delle quali non manca mai un’antenna parabolica.
Nel corso del viaggio emergono diverse facce di una realtà poliedrica, e le pietre, le rovine le ricostruzioni, raccontano la storia di una terra che da 2000 anni viene chiamata Terra Santa.

Una Terra che rappresenta le vicissitudini, le guerre, le angosce di chi l’ha abitata, conquistata, distrutta, ricostruita.

Gerusalemme, la città santa, è un grande miscuglio, sociale, architettonico, religioso, ma è proprio questa caratteristica che probabilmente ne fa una città unica, la cui storia emerge dalle stesse pietre, dai vicoli, dalle colline sulle quali si estende con panoramiche sempre diverse.

Nelle sue strade il presente ed il passato si incontrano e si scontrano. Nell’atmosfera immobile nei secoli si respira aria di modernità e si ascoltano innumerevoli lingue. Chi vi arriva in cerca spiritualità e misticismo, li trova, ma ne esce frastornato dalla varietà di confessioni, di religioni, di etnie.

Visitando la città vecchia, costeggiando le mura, passando attraverso le antiche porte, tutto diventa presente, il ricordo del Tempio di Salomone, le tombe dei Patriarchi, le testimonianze delle origini del cristianesimo, le crociate contro gli infedeli, e ancora guerre, distruzioni e ricostruzioni, fino ad arrivare ai nostri giorni col ritorno degli ebrei e lo stato di Israele.

Fanno riflettere i vicoli della città vecchia, le chiese costruite sui luoghi della Passione di Cristo, l’antico cimitero ebraico, il Muro del Pianto, fa esclamare di meraviglia per la sua grandiosità il Duomo della Roccia con la sua grande cupola dorata, caratteristica della città .

E se durante la Via Crucis tra i vicoli a gradini della via Dolorosa, ora sede di un animato suk, incrociamo il carretto con le merci o il ragazzo che porta sulla testa i pani appena sfornati, è perché questa è la Gerusalemme di oggi, passato e presente, edifici santi per le tre religioni che se la contendono, costruzioni ultramoderne della ricca città israeliana e occidentalizzata di oggi.

Tutti coloro che amano la natura ed i paesaggi suggestivi potranno invece essere soddisfatti dalle lunghe passeggiate nel Percorso naturalistico dell’Ein Gedi, un’oasi sulle rive del Mar Morto, così chiamato per la densità salina talmente elevata che né pesci né alghe vi sopravvivono: una tappa che potrà impreziosire il viaggio.

DESERTO EIN GEDI
DESERTO EIN GEDI

Doverosa una visita al museo di Yad Vashem, un complesso costituito da un gruppo di edifici che raccolgono la memoria dei sei milioni di Ebrei d’Europa sterminati durante il nazismo.

All’interno è molto toccante entrare nel Childrens Memorial, che tutela la memoria di circa un milione e mezzo di bambini uccisi nelle camere a gas dei campi di sterminio.

CHILDREN MEMORIAL
CHILDREN’S MEMORIAL

Qui cinquecento specchi riflettono la luce di cinque candele mentre si ode una voce che dice alcuni nomi dei bambini uccisi. Infine, di notevole interesse archeologico, la fortezza romana di Masada, dove i difensori ebrei predilessero il suicidio di massa alla resa in mano romana.

Alla fine del viaggio, guardando dall’Orto degli Ulivi lo splendido panorama di questa città, santa per cristiani, ebrei e musulmani, viene spontaneo sperare che l’unico Dio al quale qui ciascuno si rivolge nel proprio credo, conceda finalmente la pace a questa terra tanto tormentata.

[Marika]

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Marika Brusco

Marika Brusco

Agente di viaggio da 11 anni. Ama la musica, la lettura, la fotografia e tutto ciò che caratterizza la curiosità.  Curosità quale elemento essenziale per l'animo di un viaggiatore.  Nei viaggi è un ossimoro vivente: ama il caldo e il freddo, la montagna e il mare, il b&b e il resort di lusso, il tour guidato e il fly&drive... insomma, l'importante è avere la valigia sempre pronta, vuota, da riempire di emozioni!! marika.brusco@myboardingpass.it