Ai Caraibi in veliero, una magia di crociera

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Emozione pura!

No, non sono marinaio, né velista, né tanto meno ingegnere, ma solcare il mare su un veliero era un mio sogno e sono riuscita a realizzarlo. Le mie aspettative sono state tutte confermate ma quello che ha fatto la differenza è stata la magia pura che ha regalato questo viaggio. Una settimana a bordo della Star Flyer, uno dei 3 velieri della Star Clippers, è stata ricca di così tante cose che a due settimane dal rientro faccio ancora fatica a fare ordine nelle idee.

Il soggetto principale è il veliero stesso, la vera meta. Da Philipsburg (Sint Maarten), dove abbiamo pernottato la notte precedente la crociera la vediamo ancorata nel porto già dal mattino. Rispetto alle grandi navi da crociera è piccolina eppure è lei che attira l’attenzione. Il suo profilo sul mare è semplicemente incredibile. Rende l’idea di come doveva essere navigare in passato. Non è un soggetto da fotografia digitale, nè da cartolina, ma da dipinto antico. Uno di quelli che evocano mari in burrasca, racconti di pirati e di tesori nascosti. Salirci per la prima volta è già una conquista e una fortissima emozione.

Si parte!

 

Ogni giorno una partenza ed un arrivo. Ogni giorno uno spettacolo diverso in termini di panorami che ci circondano. La la scelta di far salpare il veliero in ore diverse della giornata non può essere casuale. Lo spiegare le vele al mattino, pomeriggio o sera permette di vedere da molte angolazioni diverse uno stesso quadro in movimento. Ora una luce tenue e fresca al mattino, ora colori e contrasti più forti e caldi al tramonto, ora la magia del muoversi in una notte senza luna e solo illuminata dalle stelle e dalle luci sugli alberi del veliero. E’ uno spettacolo che si ripete, ma ad ogni occasione toglie il fiato. Letteralmente.

Spiegarlo qui non rende l’idea, neppure lontanamente

Si stà lì, sul “ponte sole” semplicemente a fare presenza perché è sufficiente un solo secondo di osservazione per capire che per far funzionare tutto serve un equipaggio preparato e ben coordinato. Una “crew” composta di specialisti e anche di braccia, perché spesso si intravedono all’opera anche persone che normalmente non lavorano sul ponte.

Il capitano e l’assistente impartiscono gli ordini e i marinai eseguono. Il primo rumore che si sente è quello della catena dell’ancora che risale, poi viene accesa la musica per far sapere a tutti che ci si sta preparando a partire. Così con il brano “La Scoperta dell’America” di Vangelis di sottofondo viene prima aperta la vela principale. Corde che si slegano e braccia veloci che le regolano, ora allentando, ora stringendo e bloccando. Le vele principali vanno issate, si srotolano dal basso verso l’alto grazie ad un motore elettrico, mentre le quadre si srotolano velocemente dall’alto verso il basso.

E’ stata una settimana ventosa e non è stato né necessario (né tantomeno consigliabile) aprire tutte le vele per navigare. In alcuni casi le vele quadre sono addirittura rimaste tutte chiuse.

Una volta partiti quello che si sente è una forte brezza, il profumo del mare (e ogni tanto anche della cucina per la quale servirebbe un articolo a parte), e il rumore delle vele che a seconda della direzione del vento si tendono gonfiandosi o si “rilassano”.

 

Il personale assicura le corde ancora una volta e sul ponte rimangono solo alcuni a controllare che tutto proceda per il meglio.

Il veliero ha davvero bisogno di tanto personale ognuno di loro con un ruolo bene preciso. Non sono abbastanza esperta per poter dare il nome ad ogni mansione, ma ci sono alcune figure che mi hanno colpito più di altre. Ci sono il capitano, gli assistenti, l’ingegnere, la direttrice di crociera (italiana anche lei) il personale di sala, l’equipe sportiva, i barman, i cuochi e tante altre figure specifiche (credo) di un veliero come questo.

Spesso, quando si è fermi nel porto sul ponte capitava di incontrare un tecnico che si occupava delle piccole riparazioni. Aveva l’aspetto in tutto e per tutto di un lupo di mare tanto da ricordarmi il personaggio nella canzone “Il Pescatore di De Andrè”.  L’abbiamo visto rammendare e cucire le vele, i teli ombreggianti, sostituire parti sfilacciate delle corde e tutto in modo schivo, per non farsi notare. C’era l’infermiere di bordo che dava una mano sempre ed ovunque. Anche lui schivo, forse più per carattere, sempre sorridente e soprattutto immancabile. C’era poi chi si occupava della manutenzione verniciando lo scafo dove necessario, chi invece lucidava regolarmente i profili metallici, c’erano gli uomini che con il tender ci accompagnavano sulle meravigliose spiagge a volte semideserte.

Ambiente raffinato ma informale – relax assicurato

In tutto questo lavorio ed intreccio di mansioni, a quelli che come me non resta far altro che scattare fotografie, godersi i 27°C dell’estate caraibica e rilassarsi. Mi sono riletta L’Isola del Tesoro di Stevenson e ho terminato di leggerlo proprio quando siamo attraccati a Norman Island, l’isola dove Flint pare avesse nascosto il suo bottino. Fortunatamente a bordo non c’erano pirati pronti ad ammutinare il veliero 🙂

 

In un’imbarcazione con circa 150 passeggeri e una cinquantina di personale dell’equipaggio il clima è cordiale ed informale.

La clientela è internazionale: Stati Uniti, Canada, Puerto Rico, Svezia, Germania, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Austria e… spero di non aver tralasciato nessuno. Ci si ferma a chiacchierare con chiunque si incontri e in una settimana si possono parlare tutte le lingue che si conoscono, ascoltare storie di mare, di paesi lontani che ancora conosciamo. Tutti si dicono innamorati dell’Italia e molti in parte l’hanno già visitata o non vedono l’ora di farlo. Grazie invece ai compagni di viaggio italiani ho imparato tantissimo sul mondo della vela e anche di questo farò tesoro.

Vacanza riuscitissima!

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Barbara Zanatta

Barbara Zanatta

Agente di viaggio e viaggiatrice, disegna itinerari e accompagna tour su misura. Curiosa e intraprendente, adora passeggiare, fotografare, assaggiare piatti ed ingredienti nuovi, approfondire storia e folclore, arte e musica. Per lei ogni viaggio è unico ed irripetibile e va sempre reso speciale. Ogni destinazione trasmette energia e positività, ma un posto speciale nel suo cuore è riservato alla Russia soltanto!