Circolo Polare Artico: Incontriamo L’Esperto

AURORA BOREALE
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Per chi come me ama tutto ciò che è estremo, ricevere una telefonata per partecipare ad un viaggio in Lapponia, al CIRCOLO POLARE ARTICO, è meglio di un invito a nozze!!!

E così fu, che in pochi giorni mi organizzai con abbigliamento termico, bagaglio ristretto, e tanta, tantissima voglia di scoprire una nuova parte di Mondo, e… READY-STEADY-GO… ero a bordo del volo che mi avrebbe portato in Svezia, esattamente a Kiruna – 145km a nord del Circolo Polare Artico.

Qui sono stata letteralmente travolta da un’enorme quantità di emozioni che la Natura ha saputo donarmi. Le aurore boreali sono state una sorpresa inattesa, l’incontro con i Sami (popolazione indigena) un momento magico, assistere al tramonto durante una corsa in motoslitta pura adrenalina, e via dicendo…

Certo, tutte esperienze fattibili anche con un “fai-da-te”. Ciò che però fa la differenza in un viaggio del genere è il CONOSCERE, avere una persona esperta che ti guida, che ti spiega passo-passo durante il viaggio la storia dei Sami, la nascita delle aurore boreali… e tutte le emozioni, le riflessioni e le spiegazioni che una lettura online non può darti.

Nel mio caso specifico, la persona che ha saputo aggiungere tutto questo al mio viaggo è stato Gianmarco Camaioni: uno dei docenti, nonchè Artic Guide tra le migliori in Italia,  di TAIGA – Team Accompagnatori Italiani Guide Artiche.

Gianmarco Camaioni, guida artica per TAIGA.
Gianmarco Camaioni, guida artica per TAIGA.

Durante una delle sue brevi “soste” tra un tour e l’altro (Gianmarco è inoltre responsabile Africa, guida e ranger in loco nonchè vice-presidente di AIEA, Associazione Italiana Esperti d’Africa) mi sono “appropriata” del suo tempo libero per una chiacchierata insieme, per far conoscere questo mondo ancora sconosciuto a molti.

– “Gianmarco, come è nata questa tua passione, e quando hai deciso che la Natura sarebbe stata il tuo ufficio?”

♦ “Sono diventato guida perché ho sempre amato viaggiare fin da piccolo. Ho sempre amato avere uno zaino in spalla e poter girare il mondo e conoscere; non sono mai stato un “tipo da locali” ma piuttosto da ” tenda e zaino” e di conseguenza le mie vacanze da studente erano sempre improntate a viaggiare: viaggi lunghissimi e introspettivi che mi hanno portato ad avere la convinzione che prima o poi fare la guida sarebbe stato il mio futuro”

– “Hai quindi seguito un corso di studi specialistici, o la tua storia sui libri aveva inizialmente un obiettivo diverso?”

♦ “In realtà sono laureato con master ed un inizio di carriera in banca. Il sangue dell’avventura e dei viaggi continuava però a pulsare, così durante un viaggio in Africa (il mio primo amore) ho conosciuto una guida che mi ha indirizzato verso una persona che non smetterò mai di ringraziare, Davide Bomben (presidente AIEA, e responsabile delle guide per un importantissimo Tour Operator Italiano). Tornato a Torino, la mia città natale, sono andato da lui e gli ho detto – in giacca e cravatta – “Io voglio fare il tuo lavoro”. Lui, in diretta risposta: “Bene, questi sono i libri. Abbiamo bisogno di guide; studia e ci vediamo ad aprile. Se è tutto ok ti mando in Namibia”… E NAMIBIA FU!!!

– “E come ti sei appassionato, “reduce” da una prima esperienza in Africa, all’estremo opposto: l’Artico?”

“La mia passione per l’Artico nasce come diretta conseguenza del mio lavoro come guida in Africa. Mi sono detto “perché non allargare i tuoi orizzonti un po’ più in là”, così ho iniziato a seguire corsi in Argentina diventando una guida nelle Ande e in Patagonia e poi ho deciso di diventare guida artica per le regioni polari. In fondo si possono fare safari anche a latitudini estreme. E così passai mesi alle Svalbard, a studiare e in Norvegia, a conoscere… mesi che  mi hanno portato a raggiungere la qualifica di guida artica, così da poter diffondere la mia passione e condividerla con tutti coloro che vogliono fare viaggi in Paesi dove non serve mettere una bandiera per far vedere che ci sei stato, ma dove vuoi andare per vivere un’esperienza unica”

– “Parlaci invece del progetto TAIGA, Team Accompagnatori Italiani Guide Artiche: com’è nato questo progetto e di cosa ti occupi nello specifico?”

♦ “Il gruppo TAIGA nasce come fratello minore dell’AIEA, per volontà di Davide Bomben e Lara Chinotti (responsabile reparto artico di un noto Tour Operator Italiano), che insieme a me hanno deciso di creare un team che possa esser in grado di seguire gli ospiti italiani nei viaggi e nelle spedizioni nelle regioni polari. Si tratta di un progetto dove io mio occupo della formazione, insieme a Davide, delle future guide artiche che possano attraverso i nostri corsi di formazione arrivare ad un livello sempre più alto di conoscenze nel settore”

– “Aurore Boreali. Non voglio chiederti la spiegazione tecnica di come si formano, in quanto è una definizione facilmente reperibile online; ma la mia domanda è: come spiegheresti ad un bambino cos’è un aurora boreale?”

♦ “Noi definiamo le Luci Polari come la carezza del sole a Madre Terra

 …1 minuto di silenzio per concederci un momento di stupore dopo questa favolosa descrizione…

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– “Quali sono le regole fondamentali o i consigli da dare a chi, come turista, per la prima volta si approccia al mondo Artico?”

♦ “Innanzitutto dobbiamo ricordarci che la natura va sempre rispettata. In particolar modo il Nord, dove l’equilibrio è sempre più sottile. Il mio consiglio principale, come già tu hai anticipato è di affidarsi a persone competenti e sicure, agenzie viaggi e tour operator esperti e presenti da tempo nella zona.

Certo, dipende sempre dal tipo di viaggio, si passa da un “fai-da-te” molto semplice, a vere e proprio spedizioni nelle aree più remote come Franz Joseph Land e le isole siberiane; o partecipare alle spedizioni su navi rompighiaccio al Polo Nord, al Passaggio a Nord Ovest alle Isole Svalbard, etc etc…

Sempre con la convinzione di non essere presuntuosi e pensare di essere in grado di far tutto da soli. Importantissimo infine saper come vestirsi!!!”

Ecco una parte del saggio di Gianmarco relativo alle Aurore Boreali:

Mitologia:

A causa del loro carattere misterioso ed inspiegabile le aurore sono state spesso origine di miti e superstizioni curiose e diverse. 

I vichinghi pensavano che i suoi colori derivassero dalla luce che si rifletteva sugli scudi delle Walchirie. Esse erano le messaggere del dio Odino che arrivavano dal Walhalla in sella ai loro cavalli per designare coloro che sarebbero stati uccisi in battaglia. Una volta nel Walhalla, le Walchirie portavano corni colmi di birra agli Einherjar, i guerrieri uccisi.

Le striature luminescenti erano le loro lance, le scintille intermittenti i riflessi dei loro scudi e i loro archi i Bfröst (arcobaleno), il mitico ponte attraverso il quale le anime dei defunti passavano nell’aldilà.
I bagliori che si osservavano in cielo segnalavano che le messaggere erano al lavoro, indice di una battaglia in atto da qualche parte. 

Gli eschimesi della Groenlandia e del nord del Canada ritenevano invece che esse rappresentassero il regno dei morti. Quando le loro luci cambiavano velocemente voleva dire che dei loro amici stavano provando a mettersi in contatto con i loro familiari in vita.
Un’altra leggenda diceva che erano provocate dagli spiriti che giocavano a palla con un cranio di tricheco. I movimenti di queste luci, che attraversavano il cielo, erano la prova delle lotte tra questi spiriti.
Questo popolo credeva inoltre che fischiando le aurore si sarebbero avvicinate a loro, mentre battendo le mani si sarebbero allontanante.
Alcune tribù ritenevano che fossero di cattivo auspicio: quando le vedevano andavano in giro con le armi in pugno, come se ci fosse un nemico in agguato.
Un detto affermava che chi le osservava a lungo diventava pazzo.

Per i lapponi infine l’aurora boreale era un fenomeno potente e spaventoso. Indicava infatti la presenza di messaggeri di Dio, creature da rispettare e temere.
Credevano che gesti come fischiare, agitare fazzoletti o far tintinnare campanelli spingessero l’aurora ad attaccare i trasgressori.
Se temevano di aver suscitato le ire delle aurore boreali cantavano più volte una filastrocca: 

« L’aurora boreale, l’aurora boreale tremola, tremola martello nella gamba corteccia di betulla nella mano. » 

Per quanti di voi, cari lettori, avessero una vera passione per il Nord, ora possiamo dire con certezza che studiando, viaggiando ed esplorando… il vostro sogno può avverarsi, e magari perchè no diventare anche la vostra professione!
Infine… che dire, tra un brivido di freddo e un’espressione di stupore, è stato come immergersi in una dimensione parallela per qualche minuto…
Al prossimo appuntamento con Gianmarco, che ci racconterà la sua Africa
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Marika Brusco

Marika Brusco

Agente di viaggio da 11 anni. Ama la musica, la lettura, la fotografia e tutto ciò che caratterizza la curiosità.  Curosità quale elemento essenziale per l'animo di un viaggiatore.  Nei viaggi è un ossimoro vivente: ama il caldo e il freddo, la montagna e il mare, il b&b e il resort di lusso, il tour guidato e il fly&drive... insomma, l'importante è avere la valigia sempre pronta, vuota, da riempire di emozioni!! marika.brusco@myboardingpass.it