5 motivi per cui vale la pena visitare Porto

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Partiamo da qui: ho un debole per questa città.

Da qualche anno ho il piacere e l’onore di vantare tra le mie personali amicizie un gruppo di persone che ha la mia stessa “malattia”: il profondo senso di appartenenza alla propria squadra del cuore.
Vi chiederete: ma cosa c’entra il calcio adesso?
Eh, c’entra eccome…
Le nostre vite ruotano intorno all’U.C. Sampdoria e al F.C. Porto.
La reciproca frequentazione a seguito delle nostre squadre del cuore ci ha portati, oltre che nei rispettivi stadi, anche a conoscere le rispettive città.
Non manca occasione per “visitarci a vicenda” un paio di volte l’anno, ed ecco il motivo per il quale mi trovo qui, oggi, a parlarvi di Porto e a spiegarvi i 5 motivi per cui vale la pena visitarla.

1. E’ la miglior destinazione Europea del 2017.

Non l’ho deciso io, ma è il risultato di un sondaggio svoltosi attraverso il sito www.europeanbestdestinations.com. Potete leggerne i risultati QUI. La Cidade Invicta si è recentemente aggiudicata il podio per la terza volta in 5 anni (2012, 2014 e 2017) superando realtà come Milano, Roma, Atene, Vienna e Madrid, per citarne alcune.

2. Ti senti come a casa.

Impieghi meno di mezz’ora ad ambientarti. Appena atterri al Francisco Sa Carneiro, esci dall’aeroporto, prendi la metro attraversando la strada ed in poco più di dieci minuti sei catapultato nel saliscendi delle vie storiche che ti portano sulla riva del Douro ritrovandoti con un bicchiere di porto in mano senza che nemmeno te ne accorgi. E inizi a colloquiare con i locals come se fossero amici che non rivedi da tanto tempo.

3. Il panorama impagabile da Vila Nova de Gaia.

Attraversando il Ponte Dom Luis I, entri nello spettacolare mondo di Vila Nova de Gaia. Passeggiando lungo l’altra riva del fiume, ti ritrovi inspiegabilmente a bere, di nuovo, uno dei numerosi tipi di porto in una delle caratteristiche cantine. La mia preferita è la Quevedo Port Wine, meno nota delle più acclamate Sandeman o Offley, a conduzione familiare, e frequentata principalmente dai locali (che ne sanno più dei turisti…). Non dimenticare la macchina fotografica: da qui si scattano le migliori foto panoramiche della città.

 

4. La francesinha.

Sono stata a Porto la settimana scorsa e, com’è già capitato a maggio 2016, ho sfidato stomaco e fegato e ho mangiato per ben due volte il piatto tipico di Porto: la francesinha. Se la provi in 10 locali diversi, pur seguendo la ricetta alla lettera, ne assapori 10 sfumature diverse. La mia preferita rimane senza dubbio quella di Café Santiago (armati di parecchia pazienza perché c’è sempre la fila fuori).

Ma cos’è questa benedetta francesinha?

Tanto per cominciare è un pasto completo, nonostante sia a tutti gli effetti un sandwich: ne mangi una e sei sazio per almeno 6 ore! Due fette di pane in cassetta, leggermente tostati, che contengono una bistecca, due salsicce tipiche (linguiça e salsicha), un wurstel e qualche fetta di mortadella (non la nostra…); è ricoperta da formaggio fuso e puoi scegliere se averla o meno con l’uovo sopra (mai mangiata senza!). Ma non è finita qui. Viene totalmente affogata in una salsa calda leggermente piccante a base di birra. A metà francesinha, i solerti camerieri ti portano una salsiera con ulteriore salsa calda da versare sulla metà che resta da mangiare. A quel punto o muori o sopravvivi e ti mangi fino all’ultima briciola. Ah, dimenticavo: assieme alla francesinha ti portano quantità industriali di patatine fritte, non sia mai che ti rimanesse un buco!

5. L’Oceano.

Vivo a Genova perciò sono abituata a convivere con il mare, ma l’Oceano è tutt’altra cosa. L’Oceano è diverso.

La settimana scorsa, dopo un pranzo a base di ottimo pesce consumato in uno dei numerosi ristoranti che lo cuociono sui barbecue posti sul ciglio dei marciapiedi, ho passeggiato a Matosinhos fianco a fianco con l’Atlantico, parecchio incazzato causa vento fortissimo della sera precedente, e mi ha trasmesso quello che non trovo mai, da casa mia, lanciando lo sguardo oltre l’orizzonte: la voglia di scoperta. Qua lo so cosa c’è dietro l’orizzonte, c’è la Corsica, e con le giornate limpide la intravedo pure! Lì no, lì non vedi niente, vedi solo l’Oceano perché l’America è distante e la puoi solo immaginare… e dentro chi, come me, ha quasi sempre tutto sotto controllo, si insinua una sensazione impagabile, che fa tremare i polsi.

L’Oceano mi fa venire voglia di viaggiare, come se non fosse sufficiente quella – parecchia – che ho già di default; mi fa venire voglia di scoprire posti dove non sono ancora stata, ma allo stesso tempo mi trasmette la necessità di ritornare in quelli dove sono già stata per rivederli con occhi consapevoli.

Tutto ciò per dire che ritornerò ancora a Porto, presto o tardi che sia, ed invito voi ad andarci perché è una città che ti segna ed io ho solo raccontato 5 di chissà quanti motivi per farlo!

Un ringraziamento speciale ai miei amici di Porto che ogni volta me la fanno vivere come se fossi nata e cresciuta lì, come se fossi a casa mia.

Obrigado!

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Sabrina Bolloni

Sabrina Bolloni

Agente di viaggio da oltre 20 anni. Ama la musica indie-rock, la cucina etnica e la birra scura. Scatta foto per passione ma con risultati scarsi. Viaggia perché non ha ancora trovato il suo posto nel mondo. Lo stadio, però, è casa sua. sabrina.bolloni@myboardingpass.it